LA S&GGETTA

 

Sicuramente i piu' giovani non conoscono la sua posizione originaria. Essa era posizionata a ridosso della collinetta che Ŕ dietro la gru utilizzata per il recupero. Quando, da bambino, con mio padre o con mio zio Demetrio frequentavo quei luoghi, usufruivo anch' io di questo "trono naturale". A volte passando da quelle parti per andare con le cavalle a caricare la legna, scendevo da cavallo per andare a sedermi su quella roccia. Da li, per le vecchie mulattiere di campagna si potevano raggiungere localitÓ i cui nomi si perdono nella notte dei tempi come le "Miratore" dove noi avevamo una "terra" con l'erba medica o "Gl& Assavt" (Punta Assalto nelle mappe topografiche della zona), balconi naturali verso la sottostante "Valle dell'Aterno". Ho avuto modo in seguito di frequentare ancora quei luoghi quando da "cacciatore" mi spingevo fin li insieme a Vincenzo (Spezzaferr), Mario (Carducc), Sandrino (Bobbino), Enrico, Lino (Sfaraglia) ed altri amici cacciatori alla ricerca dei cinghiali che da poco popolavano le nostre zone. Per quella strada, con l'ausilio del trattore del compare Remo Lucantonio riportammo alla Fonte il primo cinghiale ucciso da zio Riccardo, il fratello di zia Bice. A ricordo dell'evento c'Ŕ una foto in possesso di tutti i partecipanti a quella memorabile battuta di caccia che, se non ricordo male, fu scattata da Giancarlo di zia Fernanda. Purtroppo, molte delle persone citate in questo racconto sono scomparse ma resta sempre vivo in me il ricordo e l'affetto che da loro ho ricevuto. Anche questi sono momenti e occasioni per ricordarli. 

(Riflessioni di Emidio Rosa)